Il 14 ottobre il parlamento europeo si esprimerà sul “Regolamento per la prevenzione e la lotta contro l’abuso sessuale su minori”, comunemente chiamato Chat Control. La soluzione trovata prevederebbe di bypassare la crittografia end-to-end per dare al controllore accesso alle comunicazioni private di milioni di cittadini europei.
I sostenitori della proposta sostengono che sia essenziale per prevenire episodi di pedofilia online e abusi su minori.
Tra le criticità rilevate dai detrattori, invece, ci sono:
– lesione del diritto alla privacy;
– compromissione della crittografia rendendo i cittadini più vulnerabili ad attacchi hacker e di spionaggio;
– protezione dei minori inefficace;
– attacco alle libertà democratiche di libera espressione;
– problemi tecnici legati all’utilizzo di AI e algoritmi soggetti a errori e falsi positivi;
– impatto economico negativo sull’UE.
Su fightchatcontrol.eu trovate maggiori informazioni in merito.
Il silenzio nel dibattito pubblico italiano su questo provvedimento è preoccupante. Informare i cittadini, a partire dagli studenti e più in generale dalle giovani generazioni, che sono i maggiori fruitori di questi strumenti dovrebbe essere un dovere per preservare la privacy individuale e collettiva.